sabato 30 luglio 2011

Follie orientali - parte 2

6 commenti:
Inizierei questa seconda parte, la cui attesa avrà sicuramente tolto il sonno a migliaia di persone, con una videocompilation delle varie versioni di una pubblicità di grissini (la qualità del video non è ottima, se solo avessi comprato quegli occhiali per vedere in HD dal banner che mi aveva mostrato Jack quella volta ora potrei essere certo del tipo di prodotto). Quando vengono pubblicizzati quelli alla pizza, giustamente introdotti educatamente con un “buonjonno”, vorrei far notare il prodotto più a desta: a cosa potrebbe essere? Senape e seppia? Maionese e petrolio? E in chiusura abbiamo i grissini al gusto di kabuki.
Dopo i grissini, le banane, con cui non mi pareva il caso di inizare il post.
Credo che anche conoscendo il giapponese non capirei il perchè della trasformazione del tipo, ma essendo abbastanza scaltro da notare i video correlati, penso che la colpa possa essere attribuita a questo individuo, libero di portare scompiglio nel pianeta per ordine del Bananas King.
Parlando sempre di cibo, è il caso di mostrare la versione giapponese degli spot McDonald, differenziata per maschietti e femminucce. Altro che pagliacci et similia, i jappi hanno le modelle.
Non è la prima volta che un qualcosa di americano viene pesantemente modificato nella versione giapponese, come nel caso di Spiderman, che mi ha insegnato che “Da grandi libertà concesse, derivano grandi scempi”. In Giappone i supereroi dei telefilm sembrano dover per forza avere un super-robot gigante per essere trasmessi in tv, o comunque dover combattere ogni puntata contro un esercito di cloni di UNA SOLA precisa organizzazione. Per fortuna la Marvel ha potuto contare su Toei per vedere il proprio personaggio violentato e reso irriconoscibile.
Se qualcuno non ha sofferto per il povero Spidey, non c'è da preoccuparsi: ecco una serie di spot giapponesi con star del calibro di Hulk Hogan, Arnold Schwarzenegger, Bruce Willis (in teoria), Nicholas Cage (per la gioia di Kyle) e Ben Stiller (che parrebbe essere l'unico a non perdere la faccia).
Perchè ho fatto questo? No, non perchè vivo della sofferenza altrui, ma per una ragione più subdola: introdurre questo spot.
Già è proprio un Robocop tarocco, e la visione di questo spot mi ha portato alla creazione della seguente striscia.


C'è da dire che quello era uno spot coreano, in Cina (credo) ovviamente è diverso... è così.
Già, tanti piccoli Robocop neonati che vi perseguiteranno fino all'inferno. Tutto questo per dei noodles.
Forse è il personaggio, ad essere sfortunato, perchè anche gli americani se ne sono usciti con un Robocrap per invitare a pagare il canone. O forse non è uno spot americano, dato che minacciano di “far volare” lo spot.
Per concludere, ci tengo a segnalare questa pagina di Dnotomista Trash Fansub che ha il pregio di avere pubblicità jappe sottotitolate in italiano (consiglio la serie di spot sul latte Gyunyu 4/7 e quelli sulla Fanta) e questo spot di Super Mario Kart DS, così stereotipato da essere quasi offensivo (notare come per esempio l'italiano stia giocando tenendo una forchettata di spaghetti, giusto per mantenere al meglio lo stereotipo italiano) e che introduce un termine misterioso che ci viene attirbuito, “Per l'app'oure!”.

BONUS:
Recentemente scoperto via Cracked, ecco il poster giapponese per Army of Darkness

Prima Spiderman, poi anche Bruce Campbell... I Giapponesi non hanno pietà

lunedì 25 luglio 2011

PopcornTv

1 commento:

Molti lo conosceranno già, essendo aperta già da molto PopcornTv è una vera e propria televisione in streaming, anzi io la definirei una vera e propria piattaforma online che offre una vasta gamma di titoli più o meno conosciuti, dove chiunque può accedere come se fosse un Blockbuster digitale con la differenza di avere tutto e subito.
Il sito è diviso in varie categorie quali Cinema, Musica, Sport e la sezione PopPiù che non si chiama così perchè offre dei "servizi speciali a prezzi speciali" come si potrebbe immaginare (o che si potrebbe anche non immaginare), ma contiene gli ennesimi servizi digitali a portata di click. Per alcuni contenuti in effetti è richiesta l'iscrizione al sito, ma personalmente credo sia un prezzo accettabile una semplice sottoscrizione gratuita se questa mi permette di occupare il mio tempo libero senza sforzo, ammesso che voi siate alla ricerca di vedervi un film o simili.

Tra i vari contenuti troviamo da Dicembre scorso la casa editrice Dynit che è approdata sul canale proponendo alcuni dei suoi titoli in streaming ovviamente gratis. I titoli in questione per ora sono una ventina divisi anche loro in due categorie, una per l'animazione adatta ai bambini ed una adatta ad un pubblico più grande che va dai 15 anni in sù, che poi vogliamo intendere Chii Sweet Home adatto al pubblico maturo è un nostro difetto (si lo so che lo guardi anche tu, coetaneo 20enne!).
Ad oggi il canale conta serie complete di un certo rilievo offrendo sia visioni "classiche" e più famose come Gto, Neon Genesi Evangelion, Le situazioni di lui e lei che visioni "contemporanee" come Beck, Deadman Wonderland, Haruhi Suzumiya ed altri ancora. Ho tenuto le virgolette in queste due definizioni perchè credo che in questi casi l'identificazione cronologica delle serie è sempre personale e varia in base all'età dello spettatore.

Una buona opportunità colta dalla casa editrice per avvicinare il pubblico all'animazione giapponese, che prende si la palla al balzo per farsi pubblicità ma offre al tempo stesso un gran servizio a tutti gli appassionati e non.


sabato 23 luglio 2011

E mi ricordo infatti un pomeriggio triste, io col mio amico 'Culo di gomma', famoso meccanico.

4 commenti:
Sono qui al pc in un pomeriggio che forse piove a scrivere qualcosa per il blog che non riesco a scrivere. Stamattina ho imbottigliato un centinaio di bottiglie di vino con mio nonno e dopo pranzo, per la stanchezza, mi sono addormentato sul divano vedendo le qualifiche della formula uno. Di solito non mi addormento perché non essendo stanco non mi siedo sul divano a vedere le prove, quindi a voler ben vedere non mi sono addormentato dalla la stanchezza ma perché essa (che bel pronome) mi ha fatto sedere a vedere le qualifiche.
Tipoco effetto di una gara di F1
Davanti al monitor un feed mi fa sapere che il tizio che ha fatto la strage in Norvegia è uno che gioca ai videogiochi. Tre anni fa sono stato anche a Oslo e anche a me piacciono i videogames, secondo le logiche malate dell’informazione italiana avrei avuto tutte le carte in regola per farla io una cosa del genere… ah no aspettate, qui dice anche che era un amante della musica classica, io la ascolto solo ogni tanto, e che è un cattolico anti islam, io sono per massimo rispetto delle idee altrui. Vado avanti a leggere i feed e scopro che c’è chi è sempre un passo avanti:

Sempre sul pezzo, cliccare per la fonte originale.
In ogni caso tra qualche giorno si dimenticheranno che è morta della gente, a nessuno fregherà più niente del perché e si tornerà a parlare di tette, culi e caldo. A Studio Aperto è come se ogni volta riscoprissero che esistono altre stagioni oltre a quella appena passata.

Piove.

Stavamo giocando ad Age of Empires 2 l’altro giorno in pausa pranzo al lavoro, è ancora un giocone, poi con i commenti in diretta è tutta un’altra cosa. Riccardo, uno dei tanti miei omonimi colleghi, credo senta ancora nelle orecchio il sibilo delle frecce dei miei arcieri. Poi però le ho prese la Luke, devo un attimo riprendere la mano su come gestire le partite tutti contro tutti.

I bei vecchi tempi...
Ha smesso di piovere e sto saltando da un argomento all’altro senza un vero filo conduttore.

C’era anche tutta un’idea di riscrivere un post come questo ma non ho più trovato o fatto qualcosa che si addicesse. L’unica possibile è quando la macchina settimana scorsa ha deciso che voleva continuare ad accelerare come se non ci fosse un domani anche se il pedale non era premuto. Ma a parte che stavo finendo sotto un’autobotte non c’era molto da dire quindi permane il blocco dello scrittore per questo genere di post. Per recensioni e tutorial semplicemente c’è mancanza di voglia ma penso che succeda un po’ a tutti i blogghers.

Sta ricominciando a piovere.

Son qui che sto per pubblicare e sulla bacheca di Blogger mi da 123 post, 124 contando questo qui, e tra poco sarà anche un anno di blog. Non ci avrei scommesso un pezzo da otto che saremmo durati così tanto, non avrei neanche scommesso che qualcuno avrebbe accettato quando ho avuto l’idea (se posso vantarmi di averla avuta). Noto anche con un certo piacere incontenibile che è il mio 42esimo post, 42 se sapete cosa intendo. Anche le parole chiave per la ricerca, ovvero le ricerche che gli utenti hanno fatto su Google per poi finire sul blog, danno una certa soddisfazione: “uomo falena”, “cazzate”, “nani da gioardino sexy”, “sfigati”, “la prima volta di sasha grey”, “zombie”… 


“Nani da giardino sexy”
chiunque tu sia
GRAZIE

lunedì 18 luglio 2011

Mai più buone notizie

4 commenti:

L’ormai defunto (purtroppo) Michael Crichton nel 2004 scrisse un libro, a cui decise di dare l’adatto titolo “State of Fear” (“Stato di paura” in Italia). Se a questo libro andate a togliere gli elementi romanzati e le sezioni di thriller e avventura, rimane un’ossatura che è solida e valida ancora oggi, nonostante il romanzo trattasse di temi che allora erano attualità. La posizione di Crichton nel denunciare il fenomeno del surriscaldamento globale come male interpretato da chiunque ha provocato molti dissensi dalla comunità scientifica e non, ma non è il tema del surriscaldamento che ci interessa.

Quello di cui mi piacerebbe parlare è il titolare “Stato di Paura”. A metterlo giù in maniera sensazionalistica mi verrebbe da descriverlo come “la cospirazione giornalistica per mantenere il controllo sulle masse messa in atto dai governi”, una cosa che messa giù così manda subito il pensiero a Massoni, Illuminati e Rettiliani.

tinfoil-hat
È una cospirazione! Presto, indossate i vostri elmi protettivi di carta stagnola prima che gli alieni che controllano i potenti possano leggervi il pensiero!

Invece vorrei che si vedesse in un modo diverso, e più facilmente verificabile. E il modo è quello di guardare un telegiornale a caso e contare il numero di servizi che riportano notizie obiettivamente e completamente positive.

Questo è uno dei motivi per cui io personalmente non guardo più la televisione con regolarità. Questo e altri, ma il resto dei motivi vanno da “se voglio vedermi un porno durante l’orario dei pasti vado in camera mia” a “che cazzo sto guardando questo non è un telegiornale” per arrivare infine a “Gesù Cristo è appena iniziato luglio non attaccate con le pubblicità del ritorniamo a scuola con gli zainetti dei Pokemon”


Ricordate ragazzi, l’istruzione è importante! Ma più importante è far sganciare soldi ai vostri genitori! O volete essere i ragazzi meno fighi della classe?

Ritornando all’argomento principale, non ci sono buone notizie da nessuna parte. Piuttosto che riportare qualcosa di minimamente positivo, i mezzi di informazione preferiscono rimanere attaccati come dei pesci remora ai corpi in putrefazione di alcuni casi particolarmente truculenti che non smetteranno mai di fare notizia.

Non smetteranno mai perché saranno tenuti eternamente in “vita” e arricchiti da interviste a amici/parenti/giardinieri della vittima o dei colpevoli. Non credo di aver bisogno di fare nomi, perché so quasi per certo che vi saranno già venuti in mente almeno tre casi diversi. E anche perché fare questi nomi sarebbe solo un modo di salire nei risultati dei motori di ricerca, e non mi pare elegante.

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Al contrario degli ZZ Top, che sono SEMPRE eleganti.

Quindi, se dovessimo decidere con totale abbandono di credere ciecamente in quello che i mass media vendono come verità, probabilmente le vendite di corde per impiccagione arriverebbero alle stelle e i tetti dei palazzi sarebbero recintati con solida rete metallica per impedire tanti tentativi di imparare a volare.

Fortunatamente questo non è il caso, ma sicuramente l’atmosfera psicologica generale non trae giovamento da questo fatto. Quando i temi principali discussi sono soltanto gli esempi peggiori di quanto c’è nel nostro animo (vedasi stupri, omicidi e similia), gli errori commessi dalla razza umana (città distrutte da terremoti perché costruite con colla vinilica e carta igienica, specie che si estinguono a causa di disastri naturali o meno, ambienti naturali devastati da vari cataclismi) e in generale i prospetti futuri non particolarmente rosei (tutto ucciderà tutti entro cinque anni!), dove bisogna rivolgersi per ottenere un po’ di conforto?

La risposta facile è l’ignoranza.

Justin-Bieber
Oppure Justin Bieber, un’alternativa sempre adatta.

Massì, tornare a qualche decennio fa quando i canali della televisione erano tre se si era fortunati con l’antenna e la gente usava il telefono fisso. Voglio dire, probabilmente molti navigatori dell’interrete attuali non hanno mai nemmeno avuto in casa un telefono con la cornetta attaccata alla base per via di un filo dalla funzione non meglio specificata, ma in qualche modo la gente sopravviveva anche senza.

Sopravviveva benissimo in una società che ancora non funzionava sul presupposto che se telefoni puoi avere una pizza in casa entro 30 minuti soddisfatti o rimborsati, e che andava tranquillamente avanti senza sapere via Twitter cosa succede al Grande Fratello in tempo reale. Voglio dire, sono anche delle belle comodità, ad alcune non rinuncerei (vi giuro che se toccate il kebabbaro che fa le consegne a domicilio VI SPEZZO UN BRACCIO), ma tutto il resto è più che superfluo.

E in un certo senso, è superflua anche l’informazione che si fa di questi giorni.

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PAZZIA!

La frase che ho appena scritto è sicuramente pesante. Dopotutto se non fosse per l’autostrada dell’informazione non sarei qua a stressarvi l’anima con questo blog. Se non fosse per la diffusione dell’informazione saremmo ancora qua a bere cocaina e suoi derivati per far passare il mal di denti e a credere a chi grida che le streghe vanno bruciate.

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La userei per illuminare le mie notti, se capite cosa intendo.

Ma non aiuta nessuno sapere a che ore vanno a cagare i parenti delle vittime di un qualsiasi delitto riportato in tempo reale dai TG Mediaset, o sapere esattamente quanti pellicani sono coperti di catrame a causa della perdita di petrolio nel golfo del Messico. Nessuno dovrebbe pensare che un gruppo di Facebook sta aiutando in un qualsiasi modo le rivolte in Libia, o quelle che ci sono state in Egitto.

E non è solo il fatto che le notizie proposte sono accuratamente selezionate e pettinate per mostrare un’immagine del mondo scioccante, è che le notizie veramente buone vengono attivamente bloccate. Possibile che non succeda mai niente di buono che sia degno di passare sui TG al posto dell’orsetto knut? Che tra parentesi è morto, grazie a dio.

Se torniamo un paragrafo più in su noterete che si parlava del golfo del Messico. Probabilmente qualcuno ha dovuto fare uno sforzo di memoria per capire di cosa stavo parlando, nonostante il fattaccio sia successo l’aprile scorso (2010). Si parlava di catastrofe ambientale, una cosa da terrorismo ecologico, un fatto da cui non ci si sarebbe mai ripresi e povere le tartarughe.

tartaruga
Non vi fa pena? Se sì, allora avete qualche problema perché è una tartaruga sana.

Eppure, ad oggi, il golfo del Messico è praticamente ai livelli pre-“catastrofe”. Va bene, anche prima faceva cagare. Dopotutto i cadaveri degli emigranti di Cuba non fanno una bella immagine turistica. Ma bene o male la natura ha fatto un cazzo di gran lavoro, e nessuno ne parla. Meglio continuare con politiche interne costituite di gente che urla a caso.

Oppure parliamo del fatto che l’aspettativa di vita continua a crescere, e che se sei una donna non solo la possibilità che tu “muoia di parto” ormai è vicina a zero, ma puoi anche tornare bene o male a essere uguale al periodo pre-parto e non lasciare che il tuo corpo rimanga un campo di battaglia devastato dal passaggio di uno o più infanti. O del fatto che se, per qualche motivo stupido ti prendi l’HIV (e non ci sono molto motivi intelligenti in questo caso) le terapie per la soppressione del virus ti concedono di vivere una vita praticamente normale, al contrario di quello che succedeva anche solo trenta-quarant’anni fa (cioè diventavi un reietto della società e andavi a morire sotto un ponte). Non solo, le infezioni stanno diminuendo, e con le terapie antivirali anche le madri con HIV hanno una probabilità molto alta di dare alla luce bambini non infetti.

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WOOOO! AIDS PER TUTTI!

Voglio dire, cazzo! Sembrano stronzate? Personalmente non credo che vadano al di sotto di altre storie, anzi.

Eppure quello che ci ritroviamo sono solo post di blog che non fanno altro che lamentarsi del fatto che di buone notizie non ce ne sono, e questo è un peccato.

sabato 16 luglio 2011

DIY : VB.NET “Hello World”

3 commenti:
Da qualche mese ho trovato lavoro (in realtà sono in prova ma vabbè) come consulente applicativo presso una ditta informatica qui nella Brianza e mi sono ritrovato più volte a dover fare ricorso all'internet per colmare delle mie lacune dovute alla ovvia inesperienza essendo di fatto il mio primo lavoro.

In questo mio peregrinare ho faticato non poco in alcune situazioni per riuscire trovare un tutorial o una risposta corretta/comprensibile che mi aiutasse in quello che mi era stato chiesto di fare, ho deciso quindi in un momento di ordinaria follia di cimentarmi in una serie di post "fai da te" (Do It Yourself per l’appunto) per provare a spiegare a mio modo quello che ho scoperto in questi mesi.

Il primo linguaggio che mi sono ritrovato ad usare appena assunto è stato VB.NET (o visual basic .net o semplicemente visual basic), che per quanto la mia esperienza mi permetta di dire è molto usato dai software di terze parti con cui abbiamo a che fare in ditta. Inoltre è molto simile a C#, C++ e F# quindi sapendo come fare in uno di questi linguaggi passare all'altro è semplice una volta capite le differenze di sintassi principali, per esempio cercando informazioni su una funzione VB.NET molto spesso si trovano pagine con spiegazioni in C#.

Per questi motivi il primo, e si spera non ultimo, tutorial parlerà di come creare il tipico "Hello world" da console in VB.NET, l'ambiente di sviluppo che uso è Visual Studio 2010 di Microsoft (ovvero quello che c'è al lavoro) ma anche in questo caso tutti gli editor si assomigliano, una volta trovati gli equivalenti nei vari menù è la stessa identica cosa anche perché il linguaggio di programmazione quello è.

Ma andiamo a cominciare, una volta aperto l'editor clicchiamo su File e poi su Nuovo progetto (Fig. 1), si aprirà una finestra (Fig. 2) dove selezioneremo Applicazione Console, una volta fatto si può premere il tasto OK e l'editor ci preparerà l'ambiente di lavoro.

Fig.1
FIg. 2
La nostra finestra (Fig. 3) sarà divisa in due parti:
  • la parte a sinistra più estesa dove sarà visualizzato il codice,
  • una parte laterale destra dove sono visualizzati i file di lavoro nella tabella Esplora soluzioni e le propiretà, se presenti, degli elementi selezionati nella omonima tabella Proprietà.
Fig. 3
Ora nella finestra principale dell'editor dovremmo avere già aperto il nostro file principale Module1.vb  che possiamo trovare anche nell'elenco laterale di Esplora soluzioni sotto ConsoleApplication1 che è la directory principale del progetto, entrambi i nomi sono quelli di default e se volete potete cambiarli.
Il codice presente nel nostro Module1.vb si presenterà in questo modo (se usate versioni diverse dell'editor o editor diversi potrebbe differire leggermente):
   1: Module Module1
   2:    Sub Main()
   3:  
   4:    End Sub
   5: End Module
Andiamo quindi ad inserire dentro la funzione principale Main() il codice per visualizzare l'Hello world

   1: Console.WriteLine("Hello World")
Se lasciamo così però il programma si chiuderà immediatamente dopo l'avvio, dobbiamo dirgli quindi di aspettare una nostra azione prima di farlo, la cosa viene fatta rapidamente inserendo di seguito questa riga che farà in modo di arrestare il programma fino alla pressione di un tasto.

   1: Console.ReadKey()
Il nostro codice finale sarà il seguente:

   1: Module Module1
   2:    Sub Main()
   3:     Console.WriteLine("Hello World")
   4:     Console.ReadKey()
   5:    End Sub
   6: End Module
Per vedere se tutto funziona clicchiamo Debug nel menù in alto e poi Avvia debug (Fig. 4), se abbiamo fatto tutto giusto dovrebbe apparire una finestra console come la seguente (Fig. 5).

Fig. 4
Fig. 5

Fig. 6
Se clicchiamo infine su File, Salva tutto (Fig. 6) possiamo salvare il nostro progetto (o soluzione in Visual Studio). Il percorso di default per Windows 7 è il seguente

C:\Users\NomeUtente\Documents\Visual Studio 2010\Projects\NomeProgetto
All’interno di questa cartella troveremo un file NomeProgetto.sln che è il file soluzione principale di Visual Studio ed un’altra cartella NomeProgetto. All’interno di quest’ultima troveremo i reali file sorgente .vb ed altri file di configurazione. Per gli eseguibili di Debug e di Release dobbiamo fare riferimento alla seguente cartella:

C:\Users\NomeUtente\Documents\Visual Studio 2010\Projects\NomeProgetto\NomeProgetto\bin
Come primo prova di tutorial direi che può bastare, uno speranzoso arrivederci alla prossima con qualcosa di più utile.

martedì 12 luglio 2011

Follie orientali - parte 1

4 commenti:
Credo che tutti quelli che hanno a che fare con questo blog abbiano almeno un'idea del Giappone e del fatto che ogni tanto i suoi abitanti se ne escano con particolari stranezze che per noi occidentali (o volendo, persone relativamente sane di mente) risultano piuttosto assurde.
Basta pensare a una puntata a caso di “Mai dire banzai”, o per chi visita Cracked l'indimenticabile "I RAVE U" di DJ Ozma.
Per puro caso mi sono imbattuto in un blog che si occupa proprio di video (e a volte foto) assurdi che riguardano il Giappone, e che entrerà ufficialmente a far parte dei nostri feed.
Il blog si chiama “WTF Japan, seriously?!” e in effetti è un nome azzeccato: se da una parte si può provare piacere nel vedere sciare uno struzzo o esplodere un tipo proiettato col judo nel tentativo di pubblicizzare un videogioco che col judo non c'entra nulla, dall'altra non si può non rimanere allucinati da questo spot per prodotti per la rasatura o da questo –credo– guinnes.
Non mancano filmati che fanno letteralmente esplodere il cervello, come questo che i più smaliziati avranno già visto, o filmati che danno molto da pensare su quanto seri siano i problemi che i Giapponesi hanno con la biancheria intima femminile, come questo.
In definitiva diciamo che i filmati presenti sul blog sono un po' un terno al lotto, possono far ridere o portare alla follia come un Cthulhu con gli occhi a mandorla. Se qualcuno ha voglia di tentare la sorte, il blog è lì.

Per chi se lo sta chiedendo, la seconda parte verterà su degli spot assurdi (e principalmente ridicoli) che avevo trovato un pò di tempo fa su youtube.

sabato 9 luglio 2011

Angeli Spezzati

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Titolo: Angeli Spezzati
Titolo originale: Broken Angels
Autore: Richard K. Morgan
Genere: Fantascienza, Noir, Distopia
Pagine: 496
Editore: Nord
Prezzo: 18.60€

Passati trent’anni dalla breve parentesi terrestre Kovaks è tornato a fare quello che sa fare meglio. Arruolatosi come mercenario nel Cuneo di Carrera deve fronteggiare una rivolta ribelle in una colonia sperduta delle NU, tutto sembra andare come al solito ma dopo essere rimasto ferito in un duro scontro incontra Tanya una giovane (o almeno la sua custodia) archeologa che chiede il suo aiuto per recuperare importanti reperti della antica civiltà marziana, ma anche questa volta nulla è come sembra.

Mi sono buttato su questo libro appena è uscito ancora galvanizzato dal precedente, come il precedente stile narrativo e caratterizzazione di personaggi e ambientazione sono al top con continui richiami, più o meno evidenti, a grandi opere contemporanee e del passato. Riprende più volte temi come la lotta per il potere e il mondo che si cela dietro al denaro oltre che a parti più soft dove c’è spazio per esplosioni e aggeggi cyberpunk.

Ad esempio di ciò che ho scritto sopra Morgan descrivendo la colonia spiega, attraverso Kovaks, che quado le prime truppe partite dai pianeti centrali arrivarono trovarono che la guerra era già finita perché nel frattempo altri erano arrivati con mezzi più veloci per combatterla, scontenti della cosa ne cominciarono subito un’altra per poter avere cioè che era stato loro promesso. E questa è una metafora molto Orwelliana a mio avviso che mi spinge ad amare sempre di più questo genere narrativo nonché l’autore in questione.

Sfortunatamente l’entusiasmo che mi ha accompagnato fin da quando aspettavo che uscisse il libro mi ha parzialmente abbandonato nel finale perché, pur essendo di sicuro effetto, manca di qualcosa. Si ha la sensazione non tutti i pezzi combacino alla perfezione e che alcune spiegazioni siano tirate un po’ per i capelli. Questa piccola cosa rovina un po’ il libro, e tutti sappiamo quanto sia importante il finale.

Pur includendo questa piccola defiance sul finale rimane una lettura sicuramente obbligata anche se non ai livelli del primo. Dell’autore e delle sue opere ne ho già parlato qui e quo.

sabato 2 luglio 2011

Doppia lama

5 commenti:
Una notte come le altre, nella stanza gli attrezzi da lavoro, la solita lampada a fare quella poca luce sulla scrivania. Fuori la pioggia, lampi e tuoni di tanto in tanto le tengono compagnia come lo scrosciare delle auto che spostano l'acqua posata sull'asfalto, le sente arrivare in lontananza per poi sentirle andar via piano piano. Tutto è tranquillo e tutto va come al solito, la sua giornata è passata come le altre : ore ed ore passate su quel libro, fare la scrittrice prende un sacco di
tempo e non è mai facile, che tu abbia un milione di idee o nessuna il risultato è lo stesso, dovrai comunque passare ore a scrivere decentemente per guadagnare qualcosa. E' anche vero che non lo fa solo per i soldi, la scrittura è passione e perfino ora, dopo cinquant'anni di carriera, non si è affievolita col passare del tempo, i suoi libri continuano ad avere successo nonostante tutto.

Un'altro lampo ad illuminare la stanza, in questo momento lei si trova nello scantinato, le finestre sono piccole a livello del marciapiede , quel tanto che basta a far girare l'aria e far entrare un pò di luce. Sul muro sono affissi vari coltelli, dalle misure più piccole e agevoli a quelle più grandi e scomode, subito sotto c'è il lavandino, dove vengono lavati per la manutenzione, il sangue se non viene lavato in tempi brevi rovina la lama.
La quotidianità stessa è una lama a doppio taglio, può diventare un rifugio sereno dove ripararsi nei momenti di tensione o la causa dei più disparati anti-stress per sfuggirgli, che poi questi siano corsi di Yoga o ammazzare persone non fà differenza, o almeno questo era quello che pensava. "Chissà.." si mise a pensare "..chissà se stanotte il suo sguardo avrà l'intensità che cerco..il terrore che dovrebbe avere chi ha davanti la morte!" diventa sadica in questi momenti, dopo aver passato tutto il giorno con indosso la maschera di una vecchia scrittrice innocente finalmente poteva dare sfogo alla sua parte più vera, seguire di soppiatto la preda, aspettare il momento giusto nell'ombra per poi ammutolirla.

La selezione delle vittime non ha scopi vendicativi o giustizieri, è semplicemente un hobby, se così vi va di chiamarlo, e stavolta tocca ad un parente di una sua amica appena arrivato in città, ottima preda, nessun legame diretto, nessun movente che possa far sospettare di lei.
Prese i guanti ed il coltello da cucina, il tramortitore elettrico nel caso di bisogno ed un puntello per la finestra, l'albergo dove alloggia la vittima non ha piani alti e lei per la sua età risulta abbastanza agile da raggiungere la stanza al primo piano, niente di complicato.

Tutto si svolse in una mezzora, nell'oscurità si avvicinò alla finestra aprendola senza fare rumore, ormai aveva una certà abilità in queste cose, si mosse verso il letto dove la vittima stava dormendo tranquillamente. Lo svegliò prima di affondare il coltello, non ci sarebbe stato gusto ad ammazzarlo nel sonno, non avrebbe avuto la sua ricompensa, il suo sguardo terrorizzato!
Eseguì tutto nel silenzio assoluto, giusto qualche gemito soffocato dal cotone che lei gli mise in bocca non appena lui aprì gli occhi e la bocca, la lama fece il resto, non ebbe esitazioni e tolse la vita all'ennesima persona di passaggio in quella città. Tornò a casa. Dormì.

Il mattino seguente viene svegliata dallo squillo del telefono, le succedeva spesso di venire chiamata per urgenze di qualsiasi in genere in quella piccola cittadina.
Al quarto squillo rispose :
"Pronto?" disse.
"Pronto Jessica!" la voce era agitata e affannata, era la sua amica "Jessica..è morto!" scoppiò a piangere.
"Cosa?Chi è morto?" replicò.
"Mio Zio..lo hanno trovato stamattina nel suo letto..è un omicidio!"
"Oh cavolo! Stai tranquilla, arrivo subito.."

Una volta incontrata l'amica si recarono verso il luogo del delitto dove era già presente lo sceriffo, un uomo paffuto non troppo alto, quando vide la coppia avvicinarsi sbottò :
"Ahhh ancora lei signora Fletcher! Senta qui non cè niente da vedere, è stato un suicidio"
"Ne è proprio sicuro Sceriffo?"

Un'altra giornata era cominciata, ma forse oggi sarebbe stata più movimentata del solito..chi incolperà stavolta per questo omicidio?